la barbabietola del Fucino

Risvegliata dal torpore in provetta dopo sedici anni è nuovamente pronta per affrontare il campo aperto

(fonte Lido DI CIOCCIO)

Il 25 maggio del 2001, il giornale “IL CENTRO” sulla pagina Avezzano/Marsica pubblica un articolo dal titolo “Ecco barbabietole e carote perfette”, clonate in provetta e rese inattaccabili dai virus.

 

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Nel catenaccio dell’articolo, l’allora I.P.S.A.A., dava ampio risalto all’importanza del laboratorio di micropropagazione e ad alcune esperienze didattiche – condotte dalla prof.ssa Maria Antonietta Milanese e dall’assistente tecnico Lido Di Cioccio – orientate alla propagazione in provetta della barbabietola del Fucino senza ricorrere al seme. Sono trascorsi un bel po’ di anni da quando la barbabietola da zucchero nel comprensorio marsicano non si coltiva più. Dal lontano 2001, l’odierno Istituto agrario (Istituto di Istruzione Superiore), non ha mai smesso di propagare, mantenere e custodire il germoplasma di alcune rappresentative piante autoctone locali e regionali. Tra le diverse specie di piante prese in considerazione nelle esercitazioni di laboratorio, vuoi per l’importanza della barbabietola nella storia recente della popolazione marsicana legata alla conca del Fucino; vuoi per mantenere vivo il ricordo di una pianta che per vicissitudini legate alle quote produttive dell’unione europea, è uscita completamente fuori dalle pratiche agricole locali con danni considerevoli all’economia locale.

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Oggi il germoplasma di quella barbabietola clonata il 25 maggio 2001 ancora continua a vivere sotto forma di risorsa genetica presso il nostro istituto “Arrigo Serpieri” di Avezzano.

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Tanto per constatare l’efficacia e la bontà di un’operazione avvenuta a distanza di anni e soprattutto per verificarne la riuscita,  sapendo a priori che in tutti questi anni trascorsi, volutamente, non ci sono stati nuovi prelievi dall’esterno anche se la micropropagazione consiglia vivamente di rinnovare periodicamente gli espianti. Qualche esemplare di vitropianta radicata è stata trasferita nel terreno naturale, è stata seguita costantemente durante la crescita e, finalmente, con l’approssimarsi dell’autunno,

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si è sviluppata una bella pianta di barbabietola col suo ricco fogliame in piena salute e una bella radice carnosa ricca di zucchero.